L'Anodica OSSIDAZINE ANODICA E COLORAZIONE DELL'ALLUMINIO E SUE LEGHE


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[Come ti conquisto il
settore motociclistico.
ma non solo
]



Via Michelangelo Buonarroti, Cologno
Monzese, provincia di Milano.
Sullo sfondo antiche cattedrali
dell'industria pesante e tante realtà imprenditoriali
e manifatturiere. In primo
piano L'Anodica (E-mail: info@lanodicasnc.it),
un'azienda che opera da oltre
cinquant'anni nel settore dell'ossidazione
anodica e della colorazione dell'alluminio
e delle sue leghe.
La sede di Cologno Monzese è stata recentemente
ampliata con la realizzazione di un nuovo
impianto dedicato alla sabbiatura. Sì, perché oggi l'ossidazione
anodica non è semplicemente un'attività in
cui si immerge un oggetto da rivestire in una soluzione
elettrolitica: oggi si parla di elettrocolorazione, sabbiatura.
appunto, satinatura chimica, brillantatura,
marcatura laser.
Molti e diversi i settori che richiedono questo tipo di
lavorazioni: il settore motociclistico, automotive, la
nautica, i macchinari industriali e quelli per l'industria
alimentare, l'illuminotecnica, la pneumatica.
I prodotti trattati da L'Anodica si trovano in tutto il
mondo, anche se i clienti, se si fa eccezione per poche
forniture all'estero, sono tutti in Italia.
Ma com'era cominciato tutto?
Gli operatori del settore dell'ossidazione anodica dell'alluminio
si dividono in due gruppi principali: chi lavora
sulle cosiddette barre commerciali, dove contano
i grandi volumi, e chi opera per un mercato tecnico.
Come L'Anodica.
All'inizio la faceva da padrone il settore edile, successivamente
si è sviluppato quello cosidetto della minuteria
( accessori vari, particolari presenti in ogni settore
industriale ). La svolta avviene con l'ingresso nel mondo
delle due e delle quattro ruote, dove la subfornitura di
L'Anodica introduce la possibilità di applicare decine di
colori su un materiale innovativo, in quei settori, come
l'alluminio, sempre più privilegiato dall'industria per le
caratteristiche di leggerezza e robustezza.

La sabbiatura sconfigge la lucidatura meccanica

Ora c'è una tecnica di preparazione ai rivestimenti
sempre più apprezzata in seno proprio delle aziende
che hanno come "cuore" i trattamenti anodici; si tratta
della sabbiatura, a cui L'Anodica ha dedicato addirittura
uno stabilimento nuovo, lasciando nella vecchia - e
contigua - sede, le lavorazioni basate sull'ossidazione.
Non che negli impianti della sede storica (1969) non
ci fossero macchinari per la sabbiatura, semplicemente
avevano una capacità molto ridotta, se paragonata a
quella odierna. "In due giorni questo impianto completa
la produzione di un mese del precedente", confida
Ivano Gozzini, alla guida dell'Anodica. "Nel 2007 il
macchinario che abbiamo acquistato per questa lavorazione
lavorava 2/3 giorni al mese, oggi lavora a tempo
pieno tutti i giorni".
Una delle applicazioni più richieste a L'Anodica per la
sabbiatura riguarda parti per motociclette.
"In precedenza la lavorazione, ad esempio, di un cerchione
consisteva in una lucidatura meccanica, ma si
sentiva il bisogno di qualcosa di nuovo", spiega Gozzini.
"Quella dei cerchioni è stata una scommessa: abbiamo
iniziato a proporre la sabbiatura su alcuni particolari,
realizzati con un macchinario di ridotta capacità, quindi
abbiamo pensato di proporla sui cerchioni e questa
soluzione ha cominciato a diffondersi e a conquistare
quote di mercato, sono cambiati i volumi e ci siamo
dovuti attrezzare. Oggi realizziamo anche i comandi
idraulici per i motori nautici e molte altre parti con lo
stesso trattamento."
Il cliente ci guadagna. Questa lavorazione presenta costi
nettamente inferiori alla lucidatura meccanica e gli
scarti sono ridotti praticamente a zero.
Inoltre presenta diversi altri vantaggi, quali l'uniformità,
l'eliminazione dei difetti del grezzo e una finitura gradevole.
È una tecnica che consente un notevole livello
di automazione della linea produttiva.
"Più si automatizza più si ha bisogno di lavorazioni
standard", spiega Gozzini. È il caso di alcune aziende
che operano in Germania, che lavorano ad alti regimi
su una gamma ristrettissima di articoli.
"Noi arriviamo ancora a realizzare pezzi singoli, soprattutto
nel settore delle macchine utensili, ma in generale
cerchiamo di costruire un impianto automatico che
offra il maggior livello possibile di flessibilità e quindi
dobbiamo ricorrere alla multi programmazione.
Questa modalità operativa assicura grande flessibilità
agli impianti, grazie soprattutto alle potenzialità del
macchinario adottato da L'Anodica, che non richiede
settaggi macchina complessi, ma soltanto la regolazione
di alcuni potenziometri.


Il colore non si ferma davanti al laser

Anche nella subfornitura, quindi, puntare sull'automazione
può dare buoni frutti, e la sabbiatura non è la sola
lavorazione automatizzabile.
L'Anodica ha introdotto la marcatura laser, una lavorazione
( per L'Anodica ) completamente nuova che si
caratterizza per l'asportazione della parte colorata del
trattamento equivalente a pochi micron, ottenendo così
marchi, loghi, scritte varie, numeri di serie, codici a barre
ecc. . Questa tecnica può in moltissimi casi sostituire
la serigrafia con costi e tempi notevolmente inferiori.
"I nostri clienti, che già si avvalevano della marcatura
laser, portavano i loro materiali da un altro fornitore
per questo passaggio", ricorda Gozzini. "Così abbiamo
pensato di dare anche questo servizio al cliente, con
un macchinario di ultima generazione, molto performante".
La filiera si accorcia e c'è un trasporto in meno da realizzare,
il che significa che il cliente risparmia.
Non è finita. La marcatura laser ha un limite: si può fare
solo in bianco. L'Anodica ha allo studio una tecnica per
colorare, sempre mediante anodizzazione, le aree oggetto
di marcatura laser. Gozzini è fiero della capacità
innovativa della sua azienda
"Ci vorrà un po' di tempo per sviluppare questa tecnica,
ma finora in Europa siamo probabilmente gli unici.
Abbiamo preso una macchina, la più grande che offre il
mercato, dotata di una luce 500x500. Pur lavorando in
due dimensioni, è in grado di utilizzare anche l'asse "z"
e quindi può modificare il fuoco per effettuare lavorazioni
su pezzi tondi." La macchina lavora con gli specchi
e la testa di incisione non si muove mai, ma la velocità
di lavorazione è molto alta, è in grado di effettuare marcature
multiple fino a ricoprire tutta l'area di lavoro.
È una realtà che non smette di innovare. "Rifaremo la
linea di anodizzazione in maniera molto più automatica
e innovativa". Gozzini è impaziente. "Faremo più
di 100 tinte di colori diversi". "dobbiamo puntare, nel
nostro settore, a diventare un azienda di riferimento
in Europa".

Passione, qualità e ambiente

Una volta era il committente che spingeva sull'innovazione.
Oggi la subfornitura è cambiata e c'è la necessità di
proporsi in maniera diversa. A L'Anodica sembrano aver
compreso la lezione del mercato, in un settore che ha visto
realizzarsi una rapida contrazione degli operatori. È una
realtà che ha sempre puntato sulla qualità e per prima
in Italia nel suo settore ha ottenuto la certificazione UNI
29000, che poi è stata sostituita dal EN ISO 9002. Gozzini
ha già in mente le tappe della prossima evoluzione aziendale.
"quando avremo il nuovo impianto; cercheremo di
ottenere una certificazione di prodotto specifica e ci proporremo
per ottenere il marchio di qualità dell'alluminio
anodizzato, quindi ci impegneremo per la certificazione
ISO 14000". La certificazione è il coronamento dell'impegno
dell'azienda sul fronte della tecnologia, degli impianti
di produzione, delle risorse umane, dell'organizzazione
aziendale e di tutti i dispositivi per la filtrazione ecologica
di acque e fumi, che permettono a L'Anodica di essere
un'azienda a emissioni zero. "Il controllo ecologico dei
processi è una carta in più per i mercati più esigenti",
spiega Gozzini. "Tenere le emissioni al minino ed evitare
di inquinare non significa spendere di più degli altri, anzi,
è spesso un risparmio. Basti pensare ai costi per smaltire
i fanghi di lavorazione, che invece si possono riciclare per
diversi usi. Oppure alla possibilità di installare degli evaporatori
per recuperare gli acidi utilizzati". L'Anodica ha
scelto un mercato tecnico, ha scelto la qualità, l'innovazione
e l'ambiente. Il mercato l'ha premiata.
"Se fai cose particolari e riesci a dare innovazione, prima
o poi i riconoscimenti dal mercato arrivano", conclude
Gozzini e c'è da credergli.



Rif. www.tecnologiaindustriale.it




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