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A cosa serve la brillantatura chimica nei metalli

La brillantatura chimica è un procedimento intermedio che si applica sull'alluminio prima dell'anodizzazione e subito dopo il decappaggio.

L'anodizzazione consiste nel creare una specie di pellicola protettiva sulla superficie del metallo, mentre il decappaggio è un'operazione chimica che prova ad eliminare tutti i residui ritenuti tossici e rimasti sulla superificie del metallo stesso a seguito delle precedenti operazioni.

La brillantatura, invece, si svolge in questo modo: si immerge il metallo di riferimento, solitamente alluminio, in una soluzione acida ad alte temperature. L'acido mescolato al calore rende la superficie del metallo più liscia e lucida rispetto alla sua forma più grezza, preparandolo già alla distribuzione finale. A questo stadio di lavorazione, il metallo sarebbe già pronto per la distribuzione, la vendita e l'utilizzo, ma ci sono brillantature chimiche che richiedono anche l'impiego di colori (per creare, per esempio, la scocca di un'automobile).

Sempre più settori decidono di investire nella brillantatura, prima di rivendere il proprio manufatto in metallo o alluminio: tra questi l'arredamento, l'automotive e le fabbriche in generale.

I colori che si possono impiegare per la brillantatura chimica sono tantissimi e si va dai più ordinari a quelli più ricercati.

La brillantatura chimica è una fase molto importante del processo di finalizzazione dell'alluminio, perché rende il metallo più pulito e pronto ad essere impiegato davvero in ogni settore possibile. L'alluminio, poi, è un metallo davvero versatile e si presta con facilità ad ogni tipologia di lavorazione.

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