Tu sei qui

Come ossidare l’alluminio: metodo e vantaggi

Come ossidare alluminio

Ti sei mai chiesto come viene ossidato l’alluminio? In quest’articolo proveremo a spiegarlo in maniera sintetica, e poi vedremo i benefici che ne derivano.

L’alluminio anodizzato si ottiene attraverso un processo chimico che modifica la superficie del metallo. In sostanza, durante questo processo l’alluminio reagisce in modo naturale con l’ossigeno che si sviluppa, formando ossido di alluminio, e così ne deriva una maggiore resistenza agli agenti atmosferici, e non solo. Questo avviene in tre fasi, che ora andremo a vedere.

Alluminio anodizzato: le fasi

La prima fase, di pulitura e sgrassamento, è quella in cui sul materiale si eseguono dei pretrattamenti, sia meccanici che chimici, come spazzolatura, sgrassatura per rimuovere le impurità, decapaggio, satinatura per eliminare l’ossido naturale e neutralizzazione. Successivamente, nel vero e proprio processo di ossidazione anodica, si immerge il pezzo di alluminio in una vasca contenente acqua, in cui si fa circolare la corrente elettrica. Il metallo viene posto all’anodo della vasca e l’ossigeno si combina con l’alluminio, così si crea una barriera indissolubile che aderisce perfettamente alla superficie del metallo. Alla fine del processo di anodizzazione dell’alluminio, si esegue l’oliatura, che elimina la polvere di fissaggio.

Ossidare l’alluminio: vantaggi e utilizzo

Il metallo così ossidato presenta numerosi vantaggi: non si arruginisce, riesce a isolare termicamente, resiste agli agenti atmosferici, all’usura e all’abrasione, è pratico da pulire. L’alluminio anodizzato viene usato per realizzare serramenti adatti a case e uffici, in particolare gli infissi sono la scelta più indicata per chi sta acquistando una casa nuova. L’anodizzazione dell’alluminio deve essere svolta da aziende specializzate, per questo puoi rivolgerti a L’Anodica, leader nel settore da più di cinquant’anni.
 
indietro