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Ossidazione anodica dell’alluminio: il procedimento

Ossidazione anodica dell’alluminio

L’ossidazione anodica è il processo di trasformazione elettrochimica della superficie in alluminio o di un oggetto realizzato con le sue leghe. Un’azienda specializzata in ossidazione dell’alluminio pone il metallo a bagno nell’elettrolisi, portando alla creazione di uno strato di ossido sulla superficie. Si tratta di un film anodico aderente in modo indelebile, con uno spessore che può variare dai 3 ai 20μ a seconda della lega anodizzata.

L’ossidazione anodica dell’alluminio produce lo strato di ossido a spese della superficie del pezzo e con l’anodizzazione si dona durezza e consistenza al materiale. Oltre alla protezione dalla corrosione, questa tecnica di lavorazione rappresenta un ottimo ancoraggio per i colori, garantendo isolamento elettrico e conducibilità termina.

Ossidazione anodica dell’alluminio: le varie fasi

L’operatività di un'azienda specializzata in ossidazione anodica dell’alluminio si basa su tre diverse fasi:

  • pulizia e sgrassamento della superficie da trattare;

  • immersione del pezzo in un bagno di elettrolisi, con attenzione che ogni pezzo sia in contatto con la barra anodica per favorire il passaggio della corrente;

  • processo di ossidazione vero e proprio, che parte dalle parti più esposte per raggiungere via via quelle più nascoste. La durata e il trattamento dipendono dal tipo di lega da trattare e dall’uso che verrà fatto del pezzo trattato.

Al termine del processo di anodizzazione dell’alluminio cambiano qualità e stato fisico del metallo e l’alluminio puro avrà caratteristiche diverse dal pezzo di lega di alluminio. Per questo, gli specialisti di anodizzazione sanno quanto sia importante conoscere a fondo la struttura microcristallina della lega, oltre alla composizione chimica.

 

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