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Satinatura chimica dell’alluminio, come ridare vita agli oggetti spenti

satinatura chimica

La satinatura dell’alluminio anche nota come satinatura chimica è un trattamento in grado di conferire un aspetto opaco o semilucido al metallo rimuovendo nel contempo dallo stesso residui di lavorazione superficiali, come ogni tipologia di difetto estetico che l’oggetto presentava. Può essere eseguita dopo anodizzazione a Brescia, un passaggio di stato fondamentale, che porta l’alluminio da materia grezza a metallo per così dire nobilitato e pronto per le varie finiture. L’oggetto a mezzo di un trattamento chimico assume una finitura finale superficiale uniforme. Il risultato finale è davvero interessante, restituendo un prodotto, dopo il bagno nel solvente chimico, particolarmente attraente dal punto di vista estetico.

Chiaramente nel design esistono numerosi prodotti per i quali l’aspetto esteriore è essenziale, ed è molto importante che venga preservata l’originaria esteriorità rispetto a quando l’oggetto è stato creato e immesso sul mercato, perché il più delle volte il valore di un oggetto è dato proprio da quanto esso possa apparire intatto o possa tornare tale. Nello specifico nella satinatura chimica il materiale viene immerso in una vasca contenente una soluzione di soda caustica ad alta temperatura. Non sai tratta di un’operazione banale, ma di un’attività che solo un operatore esperto può gestire, non solo per assicurare il miglior risultato finale possibile, ma anche e soprattutto per scongiurare la possibilità non tanto remota di rovinare irrimediabilmente il pezzo che il cliente ha inviato per il trattamento. 

Uno dei vantaggi ottenibili con la satinatura chimica dell’alluminio è che una volta effettuato su un oggetto (non prima che questo abbia subito un processo di anodizzazione a Torino), quest’ultimo non tratterrà più i segni delle impronte digitali lasciate su di esso, vantaggio non da poco per tutti i prodotti di design o che comunque sono soggetti ad essere toccati spesso.

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